Minicorso web

Materiale per il minicorso HTML/CSS all’Istituto Fiocchi

 

Premessa

Qui sotto trovate i materiali via via utilizzati per gli esercizi HTML e CSS nei pochi incontri organizzati con l’Istituto Fiocchi

Diapositve

Ecco le diapositive presentate al primo incontro

risorse

Righello per windows

jruler
Titolo: jruler (0 click)
Etichetta:
Filename: jruler.zip
Dimensione: 720 kB

Filezilla - famoso client ftp

FileZilla_3.7.4.1_win32
Titolo: FileZilla_3.7.4.1_win32 (0 click)
Etichetta:
Filename: FileZilla_3.7.4.1_win32.zip
Dimensione: 7 MB

modello pagina html5

modello html5

modello
Titolo: modello (0 click)
Etichetta:
Filename: modello.html
Dimensione: 860 B

modello html4 transitional

<!DOCTYPE HTML PUBLIC “-//W3C//DTD HTML 4.01 Transitional//EN” “http://www.w3.org/TR/html4/loose.dtd”>
<html>
<head>
<!– questo è un commento –>
<!– le lettere accentate NON sono universali; o le sostuite tutte con “entità” come &agrave; &aacute;….–>
<!– o dichiarate il charset con cui avete scritto la pagina –>

<!– se scrivete da mac, usate questa qui sotto –>
<!– meta http-equiv=”Content-Type” content=”text/html;charset=utf-8″/ –>

<!– se scrivete sotto windows, usate quest’altra –>
<meta http-equiv=”Content-Type” content=”text/html;charset=ISO-8859-1″/>

<title></title>
<!– la riga qui sotto indica la posiione della mini-icona –>
<!– link rel=”shortcut icon” href=”favicon.ico” type=”image/x-icon”/ –>

<!– questa, indica la posizione del foglio di stile esterno –>
<!– link rel=”stylesheet” type=”text/css” href=”.css”/ –>
</head>
<body>

</body>
</html>

modello html4 strict

 

<!DOCTYPE HTML PUBLIC “-//W3C//DTD HTML 4.01//EN” “http://www.w3.org/TR/html4/strict.dtd”>
<html>
<head>
<!– questo è un commento –>
<!– le lettere accentate NON sono universali; o le sostuite tutte con “entità” come &agrave; &aacute;….–>
<!– o dichiarate il charset con cui avete scritto la pagina –>

<!– se scrivete da mac, usate questa qui sotto –>
<!– meta http-equiv=”Content-Type” content=”text/html;charset=utf-8″/ –>

<!– se scrivete sotto windows, usate quest’altra –>
<meta http-equiv=”Content-Type” content=”text/html;charset=ISO-8859-1″/>

<title></title>
<!– la riga qui sotto indica la posiione della mini-icona –>
<!– link rel=”shortcut icon” href=”favicon.ico” type=”image/x-icon”/ –>

<!– questa, indica la posizione del foglio di stile esterno –>
<!– link rel=”stylesheet” type=”text/css” href=”.css”/ –>
</head>
<body>

</body>
</html>

alcuni codici

stile nello head:

 

<style type=”text/css”>
<!–scrivere qui in linguaggio css–>
</style>

 

principali font-family

  • Verdana, Geneva, sans-serif
  • Tahoma, Arial, Helvetica, sans-serif
  • Georgia, Utopia, Palatino, ‘Palatino Linotype’, serif
  • ‘Times New Roman’, Times, serif
  • ‘Courier New’, Courier, monospace

 

 

materiali esercizio pensiero positivo

Il Pensiero positivo in varie prospettive

Definizione
Il pensiero positivo in Rocco Hunt
Il pensiero positivo in Giacomo Leopardi
Arduo confronto tra le due scuole di pensiero

Definizione di pensiero positivo
Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Con il termine pensiero positivo si designa una scuola di pensiero che sostiene il vantaggio di allineare la mente a uno stato di positività, superando gli schemi di pensiero negativi sussistenti e creandone di nuovi, più ottimisti e sani, al fine di affrontare con fiducia la propria esperienza di vita e raggiungere il benessere psicofisico.
La tecnica principale attraverso cui il pensiero positivo è messo in atto è costituita dalle “affermazioni”, ovvero frasi che contengono in sé le caratteristiche mentali, fisiche e spirituali che l’individuo desidera possedere oppure gli eventi che desidera che accadano. Le affermazioni possono essere pronunciate ad alta voce, pensate o anche cantate, portando così attraverso questa costante ripetizione a una lenta riprogrammazione della mente subconscia.
fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Pensiero_positivo

Rocco Hunt – Nu juorno Buono

E’ nu juorno buono
stammatina m’a scetat’ o’ sol
l’addore ro’ cafè
o’ stereo ppe’ canzone
a quanto tiemp’ cca nun stev’ accussì
ogni cosa accumenc’ pecchè poi adda frnì
ma nun me manca nient’
stamattin nu me manca nient
abbraccia a’ Gabriellin
s’addorm n’copp o’ piett’
nun sap’ re problem
nun sap’ e chisti schem
nun sape che a vita ra o dolce e poi t’avvelen

Giacomo Leopardi – La quiete dopo la tempesta

Passata è la tempesta:
Odo augelli far festa, e la gallina,
Tornata in su la via,
Che ripete il suo verso. Ecco il sereno
Rompe là da ponente, alla montagna;
Sgombrasi la campagna,
E chiaro nella valle il fiume appare.
Ogni cor si rallegra, in ogni lato
Risorge il romorio
Torna il lavoro usato.
L’artigiano a mirar l’umido cielo,
Con l’opra in man, cantando,
Fassi in su l’uscio; a prova
Vien fuor la femminetta a còr dell’acqua
Della novella piova;

immagini per sito libro

Immagini

immagini per sito libro
Titolo: immagini per sito libro (0 click)
Etichetta:
Filename: immagini-per-sito-libro.zip
Dimensione: 777 kB

testo colonna sinistra sito libro

INTRODUZIONE
CAPITOLO I
CAPITOLO II
CAPITOLO III
CAPITOLO IV
CAPITOLO V
CAPITOLO VI
CAPITOLO VII
CAPITOLO VIII
CAPITOLO IX
CAPITOLO X
CAPITOLO XI
CAPITOLO XII
CAPITOLO XIII
CAPITOLO XIV
CAPITOLO XV
CAPITOLO XVI
CAPITOLO XVII
CAPITOLO XVIII
CAPITOLO XIX
CAPITOLO XX
CAPITOLO XXI
CAPITOLO XXII
CAPITOLO XXIII
CAPITOLO XXIV
CAPITOLO XXV
CAPITOLO XXVI
CAPITOLO XXVII
CAPITOLO XXVIII
CAPITOLO XXIX
CAPITOLO XXX
CAPITOLO XXXI
CAPITOLO XXXII
CAPITOLO XXXIII
CAPITOLO XXXIV
CAPITOLO XXXV
CAPITOLO XXXVI
CAPITOLO XXXVII
CAPITOLO XXXVIII

testo principale sito libro

I promessi sposi

Capitolo 2
Si racconta che il principe di Condé dormì profondamente la notte avanti la giornata di Rocroi: ma, in primo luogo, era molto affaticato; secondariamente aveva già date tutte le disposizioni necessarie, e stabilito ciò che dovesse fare, la mattina.

Don Abbondio in vece non sapeva altro ancora se non che l’indomani sarebbe giorno di battaglia; quindi una gran parte della notte fu spesa in consulte angosciose. Non far caso dell’intimazione ribalda, né delle minacce, e fare il matrimonio, era un partito, che non volle neppur mettere in deliberazione. Confidare a Renzo l’occorrente, e cercar con lui qualche mezzo… Dio liberi! – Non si lasci scappar parola… altrimenti… ehm!– aveva detto un di que’ bravi; e, al sentirsi rimbombar quell’ehm! nella mente, don Abbondio, non che pensare a trasgredire una tal legge, si pentiva anche dell’aver ciarlato con Perpetua.

Fuggire? Dove? E poi! Quant’impicci, e quanti conti da rendere! A ogni partito che rifiutava, il pover’uomo si rivoltava nel letto. Quello che, per ogni verso, gli parve il meglio o il men male, fu di guadagnar tempo, menando Renzo per le lunghe. Si rammentò a proposito, che mancavan pochi giorni al tempo proibito per le nozze; “e, se posso tenere a bada, per questi pochi giorni, quel ragazzone, ho poi due mesi di respiro; e, in due mesi, può nascer di gran cose”.

Ruminò pretesti da metter in campo; e, benché gli paressero un po’ leggieri, pur s’andava rassicurando col pensiero che la sua autorità gli avrebbe fatti parer di giusto peso, e che la sua antica esperienza gli darebbe gran vantaggio sur un giovanetto ignorante.

 

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