{"id":752,"date":"2014-08-21T07:29:37","date_gmt":"2014-08-21T07:29:37","guid":{"rendered":"https:\/\/domenicosaggese.it\/informatica_web\/?p=752"},"modified":"2015-05-14T05:44:32","modified_gmt":"2015-05-14T05:44:32","slug":"triste-fine-di-un-grande-sito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/domenicosaggese.it\/informatica_web\/2014\/08\/21\/triste-fine-di-un-grande-sito\/","title":{"rendered":"Triste fine di un grande sito"},"content":{"rendered":"<p>Quindici anni fa Macity era un esempio di come fare un sito di informazione; oggi posso dire che \u00e8 un esempio di come non farlo.<br \/>\nIntorno al 1997 -1998 la rete era molto diversa da oggi. Avevo il modem da una decina d&#8217;anni, ma <strong>la principale fonte di informazione era la carta stampata.<\/strong> Anche per il mondo informatico mi basavo sopratutto su un paio di riviste mensili, e su una di queste, MacWorld, un articolo di un autore molto apprezzato ci spiegava a che punto erano i siti di informazione anche specializzata: potevano diventare un business e non essere solo uno hobby? Questo articolo faceva l&#8217;esempio del signor Pinco Pallo, autore e\u00a0 gestore del sito Macity (mac-city).<br \/>\nAll&#8217;epoca non c&#8217;era google, e trovare le informazioni era difficile: <strong>quando trovavi un sito interessante<\/strong> te lo segnavi, te lo scrivevi a penna, lo salvavi nei preferiti. <strong>Ci tornavi ogni tanto<\/strong>, cos\u00ec come quando trovavi un giornale interessante, prima o poi lo avresti ricomprato.<br \/>\n<strong>Macity \u00e8 nato tra i primi:<\/strong> in quell&#8217;articolo di MacWorld di fine anni &#8217;90, il titolare di macity dichiarava: &#8220;questo \u00e8 l&#8217;ultimo anno, poi chi c&#8217;\u00e8, c&#8217;\u00e8&#8221;. I detrattori dicevano: &#8220;quello torna a casa la sera, legge i siti Mac americani e ne fa un sunto in italiano&#8221; e l&#8217;articolista commentava, che anche se fosse, voleva dire che macity individuava un bisogno e rispondeva.<br \/>\nMacity funzion\u00f2, prima come federazione di siti, poi come sito unico, si sar\u00e0 aggiornato decine di volte, esiste ancora oggi, e diciamolo, propone anche informazioni interessanti.<br \/>\nQualche mese fa ha preso a mandarmi una newsletter <em>giornaliera<\/em>. No, grazie; compilo il modulo per cancellarmi. Arriva ancora: mi cancello di nuovo.<br \/>\n<strong>Forse non funziona:<\/strong> dichiaro di chiamarmi di nome &#8220;Macancellatemicacchio&#8221; e di cognome &#8220;Oggi\u00e8il2giugno&#8221; <strong>e mi cancello. E mi arrivano ancora le mail.<\/strong><br \/>\nLi contatto su twitter. Diverse volte. <strong>Non rispondono. Non rispondono su un social network<\/strong>. Macity \u00e8 finito. Non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9. <strong>Chi non risponde su un social network non esiste.<\/strong> Chi ha un&#8217;impresa e vuole comunicare sui Social Network deve stare alle regole: rispondere, spiegare, prendersi cura, non arrabbiarsi. Cos&#8217;\u00e8 successo a Macity? presumibilmente, diminuiti i margini di guadagno, il proprietario attuale (lo stesso di 15 anni fa? non lo so) ha installato un software che come un robot sceglie le notizie, le spedisce via mail, twitter e facebook&#8230; e non si accorge o non vuole accorgersi, che il modulo di cancellazione \u00e8 guasto.<br \/>\nAvrei la tentazione di mandargli raccomandate e PEC, per poi ricorrere al garante della privacy, qualcuno ha ottenuto dei soldi di risarcimento. Ma davvero non ho trovato il tempo. Naturalmente ho mezzi pi\u00f9 veloci per difendirmi dallo SPAM: <strong>oggi il robot di Macity vede tornare indietro le email dirette a me, senza che neanche sfiorino la mia casella di posta<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quindici anni fa Macity era un esempio di come fare un sito di informazione; oggi posso dire che \u00e8 un esempio di come non farlo. Intorno al 1997 -1998 la rete era molto diversa da oggi. Avevo il modem da una decina d&#8217;anni, ma la principale fonte di informazione era la carta stampata. 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