ho trovato con piacere questi due articoli in inglese: 6 cose che non dovresti mai rivelare su Facebook di Kathy Kristof e 7 cose che dovresti smettere di fare su facebook di Consumer Reports Magazine (consumerreports.org). Molti di questi consigli già li seguivo: vediamone alcuni:

  • mai dire che sei o quando sarai in vacanza. Gli “amici” di facebook sono perfetti sconosciuti. E forse tu non sei uno di quelli capaci di impostare le difficili e mutevoli impostazioni di privacy di FB
  • non mettere l’indirizzo di casa. Sei già troppo esposto.
  • scegli una password difficile, che non si trovi sul vocabolario
  • niente foto dei figli minorenni, e tantomeno taggarli (segnare il nome vicino alla faccia sulla foto) Non sai dove andranno a finire queste schede segnaletiche che tu steso fornisci
  • non lasciare che i ragazzi entrino su FB senza controllarli. FB chiede che non si registri chi ha meno di 13 anni, ma questo spesso viene ignorato. Molti dicono “cosa c’è di male, se uno dice:vado all’allenamento o mamma non è in casa“. E’ giovane, e non sa a chi lo dice.
  • niente applicazioni, giochini, cuoricini. Ognuna di queste vi chiede l’accesso a tutti i vostri dati che vuol dire anche i nomi dei vostri amici; e gli utenti cliccano accettaPotete leggere sugli originali inglesi gli altri consigli. Ma ricordo un’altra cosa. Chi di voi dice le stesse cose, con lo stesso tono davanti ai genitori, ai figli, ai colleghi, ai superiori, ai clienti, ai compagni di partito….? Se, come me, lavorate in proprio, frasi come: “il tal politico è uno zozzone” le terrete per ambienti confidenziali, mentre se proprio bisogna parlarne in ambito professionale, direte che il tal politico non è in cima alle vostre preferenze….